La versione dell’uomo accusato da un turista tedesco di essersi accanito con un palo di ombrellone sull’animale: «Non volevo ucciderlo. Se fosse stato al guinzaglio non sarebbe successo». E nega la colluttazione con il proprietario: «Non ho aggredito nessuno»
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Arriva la replica dell’uomo indicato come protagonista dell’episodio avvenuto sulla spiaggia di un residence di Pizzo, dove un cane è rimasto gravemente ferito ed è successivamente morto per eutanasia. Attraverso il proprio legale, l’avvocato Elisabetta Solano, l’uomo fornisce una ricostruzione profondamente diversa da quella resa pubblica dal proprietario dell’animale: sostiene di avere agito esclusivamente per difendere il figlio di sei anni, che sarebbe stato rincorso e morso da uno dei cani, e nega categoricamente di avere aggredito il padrone dell’animale.
«Non era mia intenzione che accadesse ciò, volevo solo allontanare e spaventare i cani. Ho agito per difendere il mio bambino di sei anni», afferma l’uomo attraverso il suo legale, dicendosi dispiaciuto per la morte dell’animale.
«Mio figlio correva e gridava aiuto»
La ricostruzione parte dai momenti immediatamente precedenti all’episodio. «Mi trovavo con la mia famiglia in spiaggia a guardare il tramonto insieme ad altri amici, eravamo arrivati lì da cinque minuti», racconta.
«Ad un certo punto, mentre uno dei miei bambini giocava vicino a noi in spiaggia, veniva rincorso da un cane che era senza guinzaglio e gli abbaiava dietro. Dopo pochi secondi si aggiungeva un secondo cane dietro al primo ed entrambi rincorrevano mio figlio».
L’uomo riferisce che il bambino avrebbe iniziato a correre chiedendo aiuto, mentre la madre avrebbe richiamato l’attenzione dei presenti.
«Il piccolo correva e gridava aiuto e a quel punto mia moglie urlava: “I cani, i cani, aiuto”, perché si lanciavano dietro al bambino».
Secondo il racconto affidato all’avvocato Solano, i proprietari degli animali si sarebbero trovati a una certa distanza. «L’unica cosa era che nessuno faceva niente, nessuno si avvicinava, nessuno si alzava», sostiene.
«Ho afferrato il palo per allontanare i cani»
È in questo frangente che, secondo la replica, la situazione sarebbe diventata ancora più concitata. «Impaurito per l’incolumità di mio figlio, incominciavo a urlare contro i cani per poterli spaventare, in quanto nel frattempo uno dei cani si lanciava per mordere mio figlio».
«Per istinto afferro un palo di ombrellone che era lì presente sulla spiaggia e vado ad allontanare i cani. Nel muovere il palo ferivo uno dei due cani, il quale veniva soccorso».
La morte dell’animale, sostiene, l’avrebbe appresa soltanto successivamente: «Ho scoperto poi che purtroppo era morto nella notte».
«Non era mia intenzione che accadesse ciò, volevo solo allontanarli, spaventarli. Ho agito per difendere il mio bambino di sei anni. L’istinto di un genitore davanti a un pericolo imminente per il proprio figlio».
Il bambino portato al Pronto soccorso
Nella replica viene inoltre riferito che il bambino sarebbe stato sottoposto, nella stessa serata, ad accertamenti sanitari.
«Nella stessa serata ho portato mio figlio a farsi refertare al Pronto soccorso per il morso subito», afferma l’uomo. E aggiunge: «Ancora oggi il mio bambino è scosso e non riesce a dormire la notte».
«Nessuna aggressione al proprietario del cane»
L’uomo nega poi in maniera netta l’altro elemento centrale della vicenda: la presunta aggressione ai danni del proprietario dell’animale.
«Assolutamente non vera è la notizia dell’aggressione del proprietario del cane morto da parte mia. Non abbiamo avuto nessuna colluttazione, non so nemmeno chi sia», sostiene attraverso il proprio avvocato.
Aggiunge inoltre: «Non mi risulta abbia avuto lesioni, tanto che i Carabinieri successivamente presenti per il soccorso del cane potrebbero testimoniare che quest’ultimo non aveva nulla».
«Se fossero stati al guinzaglio tutto questo non sarebbe successo»
Nella sua dichiarazione l’uomo pone poi l’accento sulla gestione degli animali presenti sulla spiaggia.
«Purtroppo è successo ciò che nessuno voleva o immaginava, ma in tutto questo sicuramente c’è una mala gestione degli animali da parte dei loro proprietari, perché se i cani fossero stati al guinzaglio tutto questo non sarebbe successo».
«Servirebbe una certa sensibilità da parte dei possessori di cani. Su una spiaggia con presenza di bambini i cani andrebbero tenuti al guinzaglio e ben custoditi, nel rispetto di chi legittimamente ha paura di questi ultimi».
«Ho chiamato io le forze dell’ordine»
L’uomo sostiene infine di essere stato lui stesso a richiedere l’intervento delle forze dell’ordine.
«Ho avvisato io stesso le forze dell’ordine e saranno gli inquirenti a fare piena luce su quanto è accaduto e sulla sua dinamica».
Quindi ribadisce: «Ripeto, mi dispiace, non era mia intenzione che accadesse questo. Ho agito solo per difendere il mio bambino».


