Lo rende noto il segretario generale del sindacato Uilpa che denuncia anche il silenzio delle istituzioni sulla situazione degli istituti penitenziari italiani
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Un detenuto di nazionalità egiziana di 58 anni si è tolto la vita nel carcere di Vibo Valentia. È quanto rende noto il sindacato Uilpa della polizia penitenziaria attraverso il suo segretario generale Gennarino De Fazio. Il detenuto si è impiccato nella sua cella della sezione per detenuti problematici e avrebbe finito di scontare la pena nell’agosto prossimo. Si tratta del nono suicidio in carcere dall’inizio dell’anno.
Gennarino De Fazio denuncia quella che definisce come una «cortina fumogena che avvolge le disfunzioni penitenziarie e lo sconcertante silenzio delle istituzioni. Le carceri continuano a versare in condizioni drammatiche ed anche a Vibo Valentia dove, al di là delle narrazioni e del fantomatico commissario straordinario all’edilizia penitenziaria, ci sono 126 posti non disponibili, con 314 reclusi allocati in 280 posti. Si registra quindi un sovraffollamento significativo (112%) cui fa da contraltare la voragine negli organici della polizia penitenziaria, 224 agenti a fronte di un fabbisogno di almeno 288 (meno 29%). Del resto, a livello nazionale i detenuti sono ormai 63.782, mentre i posti disponibili appena 46.094. Nelle carceri – sottolinea De Fazio – mancano almeno ventimila agenti rispetto al fabbisogno reale, pure per le assegnazioni soprannumerarie negli uffici ministeriali e nelle sedi extra-penitenziarie. Servono immediati provvedimenti concretamente deflattivi della densità detentiva e potenziare gli organici della polizia penitenziaria, senza peraltro rinunciare all’indispensabile formazione, ammodernare e manutenere le strutture, implementare le tecnologie, garantire l’assistenza sanitaria, specie ai malati di mente, e avviare riforme strutturali».

