Controllo dei militari dell’Arma in via Nazionale che hanno sorpreso Domenico “Mommo” Macrì in violazione dell’obbligo di dimora. L’uomo è finito ai domiciliari. Due giorni prima la Corte d’Appello aveva rideterminato la pena nel troncone abbreviato di Rinascita Scott condannandolo a 15 anni e 2 mesi
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Arrestato in flagranza a Ionadi per violazione degli obblighi della sorveglianza speciale. L’uomo fermato dai carabinieri è Domenico Macrì, detto Mommo, già sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di dimora nel comune di residenza.
Il controllo è scattato lungo via Nazionale, all’interno di un esercizio pubblico, dove i militari del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Vibo Valentia e della Stazione di San Gregorio d’Ippona lo hanno sorpreso in violazione delle prescrizioni imposte dalla misura.
Il controllo a Ionadi e l’arresto
Secondo quanto comunicato dall’Arma, l’attività rientra nei servizi di controllo del territorio eseguiti dai carabinieri nel Vibonese. Nel corso degli accertamenti, i militari hanno identificato Macrì all’interno del locale pubblico ubicato lungo la principale arteria stradale di Ionadi, contestandogli la presenza fuori dal perimetro degli obblighi cui era sottoposto.
Alla luce delle verifiche svolte nell’immediatezza, i carabinieri hanno quindi proceduto all’arresto in flagranza per violazione degli obblighi inerenti alla misura di prevenzione. Al termine delle formalità di rito, l’arrestato è stato accompagnato presso la propria abitazione e sottoposto agli arresti domiciliari, a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Il contesto di Rinascita Scott
Il nome di Macrì era tornato al centro della cronaca giudiziaria appena due giorni fa, con la sentenza emessa dalla Corte d’Appello di Catanzaro nel nuovo processo di secondo grado del troncone celebrato con rito abbreviato di Rinascita Scott.
Il procedimento si è reso necessario dopo l’annullamento con rinvio disposto dalla Cassazione, che aveva escluso l’aggravante derivante dal finanziamento delle attività economiche con il provento di delitti. Nella nuova decisione, la pena per Macrì è stata rideterminata in 15 anni e 2 mesi, rispetto ai 19 anni e 10 mesi del precedente giudizio d’appello.



