Un intervento chirurgico estremamente complesso e rischioso portato a termine con successo, che dimostra ancora una volta come a fronte delle gravi criticità del sistema sanitario locale, il Vibonese può contare anche su grandi eccellenze professionali.

All’Ospedale Jazzolino di Vibo Valentia l’équipe di Chirurgia generale, diretta da Francesco Zappia, ha eseguito un intervento ad alta complessità su una paziente di 90 anni con plurime comorbilità, arrivata al pronto soccorso con un quadro di occlusione intestinale.

Dagli accertamenti è emersa una neoplasia localmente avanzata della giunzione sigma-retto, con infiltrazione di più organi e strutture adiacenti, tra cui uretere, tuba uterina, ovaio, vescica e intestino. La donna è stata quindi portata in sala operatoria per un trattamento in urgenza che ha richiesto una resezione multiviscerale, procedura indicata in casi selezionati come possibilità di cura con intento radicale.

La procedura e l’équipe in sala

Nel corso dell’operazione sono state eseguite anche un’anastomosi ileo-ileale e un’anastomosi ureterale su catetere doppio J, passaggi che hanno richiesto un approccio multidisciplinare e il coinvolgimento di più professionalità. L’intervento è stato condotto dal dottore Giovanni Petracca come primo operatore, con la partecipazione dell’urologo Luca Cosentino e dell’équipe di sala della Chirurgia generale composta dai medici Mariano Mazzeo e Antonella Capomolla, dall’anestesista Ivana Pezzoli e dai collaboratori di sala operatoria.

Il trattamento, spiegano dall’ospedale, presentava un rischio intraoperatorio molto elevato ed è stato possibile anche grazie al supporto operatorio della terapia intensiva diretta primario Peppino Oppedisano. La paziente ha superato positivamente l’intervento e, dopo un breve ricovero, è stata dimessa in discrete condizioni cliniche.

Il richiamo alla prevenzione

Sull’esito dell’operazione e sul significato del caso interviene Petracca, che lega la complessità di situazioni simili anche al tema della prevenzione e al rapporto tra cittadini e sanità locale: «Questi interventi purtroppo sono sempre più frequenti a causa della scarsa prevenzione messa in atto dai pazienti e della scarsa fiducia che si è creata negli ultimi decenni verso la classe medica operante nell’ospedale cittadino».

Il risultato, aggiunge il medico, «testimonia invece che ci sono professionisti che garantiscono risposte assistenziali efficaci ed efficienti. L’obiettivo resta quello di consolidare questi percorsi di cura affinché i cittadini vibonesi possano ritrovare la fiducia nella figura del medico, riducendo la necessità di ricorrere alla migrazione sanitaria».